giovedì 14 dicembre 2023
Il racconto di Nausica Manzi SOL INVICTUS
venerdì 10 novembre 2023
lunedì 6 novembre 2023
IL 6 NOVEMBRE 1943, L’ESERCITO ALLEATO FACEVA IL SUO INGRESSO A MONTEODORISIO: Un eroe dimenticato
lunedì 23 ottobre 2023
Rastrellamenti 22 ottobre 1943
lunedì 9 ottobre 2023
San Francesco
Particolarmente grave è la perdita della chiesa di Monteodorisio (i resti della chiesa sono stati demoliti nel 1964 per far posto al brutto edificio del Comune, alcuni frammenti del portale e del rosone sono accatastati in un locale di deposito, in attesa di chissà quale sistemazione) , della quale fino a pochi decenni fa si conservava l'involucro esterno, squadrata mole laterizia, ancora perfettamente restaurabile; ora l'aspetto dell'edificio può essere ricostruito da una vecchia foto, dalla sintetica descrizione del Gavini - fortunatamente corredata da qualche misura - e da pochi altri elementi documentari.
La chiesa era a navata unica, coperta a tetto, con coro quadrato voltato a crociera cui si accedeva attraverso un arco sestiacuto; misurava m. 8.30 x 24.70, mantenendo quindi nell'aula il canonico rapporto di 1 : 3 fra larghezza e lunghezza.
Sulla facciata si aprivano il portale ogivale, versione semplificata del tipo a larga diffusione, ed il rosone spostato verso il culmine, sormontato da un caratteristico timpano poggiante su colonnine con leoni stilofori in funzione di mensole.
All'interno vi erano oltre all'altar maggiore due altari laterali, a edicola, uno dei quali sicuramente barocco; sulla controfaccia un affresco raffigurante san Cristoforo. "dall'apprezzo "v'è l'altare maggiore isolato, a destra ed a sinistra vi sono due cappelle con cone architettate. La prima sotto il titolo del SS.mo Rosario e la seconda di sant'Antonio, in dove sia addetta la Confraternita di 30 fratelli (...) la medesima non ha fondo, per essere da poco tempo formata."
Crolla a Monteodorisio un'antica chiesa provocando danni ad un edificio vicino 20 aprile 1960
PER UN VERO MIRACOLO NON SI SONO AVUTE VITTIME
Il tempio era abbandonato e chiuso al culto da molti anni, ma era conservato nelle sue mura perché dichiarato monumento nazionale - L'incuria delle autorità competenti ha determinato il sinistro che da tempo si paventava
Monteodorisio, 22 aprile La notte della Resurrezione di
Nostro Signore Gesù, alle ore 2, dopo che tutta la popolazione si era ritirata
nelle case avendo assistito alla S. Messa, l'antichissima chiesa di S.
Francesco, che risale al 1200 è crollata con un fortissimo boato. Quasi per
miracolo non ci sono state vittime, ma solo danni ad un fabbricato adiacente.
La chiesa era abbandonata e chiusa al culto da moltissimi
anni, ma conservata nelle sue mura perché dichiarata monumento nazionale. Da
molto tempo però le autorità comunali, riscontrando numerose crepe abbastanza
pericolose in quasi tutta la parte rimasta, che ogni giorno di più si
ingrandivano per mancanza di manutenzione, mancanza del tetto e per l'opera
deleteria del tempo, avevano fatto presente alle autorità competenti le ragioni
su dette affinché avvenisse l'abbattimento completo della Chiesa.
Nonostante l'inizio di tale pratica risalisse da molto tempo
e dopo un numeroso carteggio fra il Comune, la Prefettura, Sopra-intendenza ai
Monumenti e Gallerie de L'Aquila e la Curia arcivescovile uff. amm. diocesano
di Chieti. non è stata mai presa una fattiva decisione per ragioni
burocratiche. Ancora oggi che il tempo ha dato ragione all'autorità comunale,
non si sa a chi addossare la responsabilità del crollo e dei danni.
E' ancora pericolante la parte posteriore sinistra tanto che
alcune famiglie che abitano di fronte hanno dovuto sgomberare; pertanto con
molta comprensione il Comune ha preso l'iniziativa di demolire il restante muro
e forse tutto il resto con una spesa molto rilevante nonostante che la cassa
comunale sia in forte deficit; per tale atto di piena responsabilità e di buon
senso vada un plauso alle autorità comunali con la speranza che l'Autorità
competente e responsabile si faccia viva al più presto per una sana e completa
sistemazione della vecchia chiesa da finire da abbattere e della immensa piazza
che rimarrà.
La chiesa di san Francesco d'Assisi in Monteodorisio
in«La
rivista abruzzese di scienze, lettere ed arti di Teramo», Teramo, fascicolo V,
maggio 1895, anno X, Tipografia del Corriere Abruzzese, 1895, pp. 235-236.
Trattasi di un
tempio d'indiscutibile antichità, rimarchevole per lo stile ogivale che
mostrasi più accentuato nella porta maggiore, nel sovrastante rosone e nella
volta dell'Abside, per gli altari che vi si ammirano, egregiamente intagliati
in legno dorato, e pei dipinti murali che potrebbero interessare la Storia
dell'Arte si giungesse a rimuovere abilmente la calcina che li ricopre.
Ma poiché pel tempo
devastatore ed incuria della manutenzione lo edificio minaccia rovina, è uopo
prendere un provvedimento per la conservazione di esso.
Questo, in sunto,
fu il mio rapporto del 5 giugno 1885, dove ampliamente ne feci la descrizione
alle autorità superiori.
Nel gabinetto
archeologico di Vasto, ricco di preziosi ricordi della storia nostra, molti ed
importanti manoscritti vi si conservano, Si rinvengono ricordi e documenti
sulle antichità del vicino comune di Monteodorisio, che tanta parte ebbe nei
fasti di questa regione, per essere stato la sede di un importante contado,
avente sotto di se molti comuni.
Ivi nel medio-evo e
nei tempi posteriori si svolsero fatti che in gran parte si potrebbero
raccogliere a corredo delle patrie istorie.
È là che s'erge
ancora una parte del suntuoso castello con le sue torri maestose dominanti
l'ubertosa a ridente vallata del fiume Sinello. Ivi sono i ruderi di mura e
controforti che ne attestano l'antica importanza!...
Quivi forse, in
epoca a noi ignota, si contrastavano con lotte indomabili il diritto della
forza contro quello della libertà!
Ed ora nulla di
più!..Il tempo divoratore, l'incuria e l'ignavia di versi secoli hanno
distrutto tanti ricordi... tanta grandezza!
La struttura del
tempio che descriviamo rimonta al decimoterzo secolo, unitamente a quella
dell'annesso convento, del quale non restano che pochi ruderi.
La sua prospettiva,
come si è detto, di stile ogivale, conserva ancora pregevole portone d'ingresso
ed il rosone, ornati con pietre lavorate a fogliami, incisioni ed intagli
rilevati.
La cornice della
porta si conserva in mediocre stato ancora, non così il rosone, del tutto
deperito, non restandovi di rimarchevole che la sola cornice.
L'interno della
chiesa offre uno spettacolo desolante!... Il tetto pressocché smantellato e
quel poco che vi resta minaccia imminente rovina. Le pareti, che un tempo erano
decorate di pregevoli affreschi, ora sono ricoperti da ruvido intonaco, cui
l'inesorabilità del tempo ha staccato dal muro travolgendo con se quei
pregevoli lavori, che forse i più rinomati artisti del tempo - di questa terra
feconda di genii in ogni epoca - vi avevano infusa la loro attività. L'Abside o
coro, conserva ancora le tracce della sua stupenda struttura. È rimarchevole
per la sua volta gotica, con armatura di pietre da taglio che ne sostiene la
crociera. Dai poche avanzi - che ancora si conservano - ma pochi in vero, si
argomenta che la chiesa era fornita di pregevoli decorazioni in legno istoriato
e dorato, avanzi che oggi offrono l'ingrato spettacolo di vederli sparse in
frantumi e scrostate in tutta la chiesa sfidandole intemperie ed il tempo e più
ancora l'ignavia di chi era preposto a conservarle!
Qua e là qualche
pezzo di colonna di granito egizio che ricorda la grandezza del tempio!... Il
resto tutto è distrutto... Non una lapide, una memoria per tramandare ai
posteri almeno la tradizione di tanta grandezza!
E pure se la fatale
procedura burocratica avesse permesso sin dal 1885 la consegna di questo
edifizio al Ministero della Pubblica Istruzione, qualche ricordo di più si
conserverebbe! Ora il Ministero che lo riceve per conservarlo allo stato di
rudere!
Fatale
burocrazia!... Un decennio ancora ed anche il rudere sarebbe stato
distrutto!








