lunedì 26 gennaio 2026

GLI INTERNATI MILITARI ITALIANI (I.M.I) DI MONTEODORISIO NEI LAGER NAZISTI (1943-1945)

 La tragica vicenda degli IMI ha inizio l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le Forze Alleate. Militari italiani, catturati e disarmati dalle truppe tedesche in Francia, Grecia, Jugoslavia, Albania, Polonia, Paesi Baltici, Russia e Italia stessa, caricati su carri bestiame, sono avviati a una destinazione che non conoscono: i lager del Terzo Reich, che erano sparsi un po’ dovunque in Europa, soprattutto in Germania, Austria e Polonia.

Dopo un viaggio in condizioni disumane, appena arrivato nel lager, il prigioniero viene immatricolato con un numero di identificazione che sostituirà il nome e che sarà inciso su una piastrina di riconoscimento accanto alla sigla del campo. Tra le formalità d’ingresso ci sono anche la fotografia, l’impronta digitale, l’annotazione dei dati personali su appositi documenti di riconoscimento e la perquisizione personale e del bagaglio.

Sin dal primo momento, ai prigionieri, circa 650mila, viene chiesto con insistenti pressioni di continuare a combattere a fianco dei tedeschi o con i fascisti della Repubblica di Salò. La maggior parte di loro si rifiuterà di collaborare e per la prima volta, con una scelta volontaria di coscienza, dice NO! a qualsiasi forma di collaborazione, affrontando sofferenze e privazioni.

In un primo tempo prigionieri di guerra, i militari italiani catturati, deportati e internati nei lager nazisti, il 20 settembre 1943 vengono definiti IMI - Internati Militari Italiani, con un provvedimento arbitrario di Hitler che li sottrae alle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra del 1929, per destinarli come forza lavoro per l’economia del Terzo Reich. Sempre per ordine del Führer, d’accordo con Mussolini, gli IMI il 12 agosto 1944 cambiano nuovamente di status e vengono trasformati in “lavoratori civili”, formalmente liberi.

Decine di migliaia di IMI perdono la vita nel corso della prigionia per malattie, fame, stenti, uccisioni. Coloro che riescono a sopravvivere sono segnati per sempre.

Morirono in prigionia prima della fine della guerra nel 1945:
sold. Gualdieri Cesare 


Cesare Gualdieri
sold. Monaco Egidio 



Cap. Mag. Ricchezza Giuseppe 




sold. Sangiorgio Camillo 

Sold. Timpone Tommaso 



Tommaso Timpone


Sold. Urbano Carlo 


Sold. Verini Luigi 



Luigi Verini



sabato 24 gennaio 2026

Il romanzo "Aisling" ha ricevuto una prestigiosa Menzione Speciale al Premio Letterario Italoinglese Keats




La critica Italoinglese del premio Keats dà un nuovo riconoscimento ad Aisling di Nausica Manzi per due dei personaggi fondamentali del suo romanzo. Il suonatore di oboe Walter e Cedric. 
Queste le motivazioni: "Ci ha colpito il misterioso Cedric l'antagonista che in realtà, nella sua arroganza, ha bisogno solo di ritrovare il suo cuore, di ritrovare la nota che in realtà può ridar senso alla sua vita talentuosa ma difficile. 
La Manzi ha una capacità profonda di delineare i personaggi pur sulla carta li rende vivi in carne ed ossa. L altro, Walter il musicista di oboe ci ha colpito profondamente per le sue caratteristiche e il suo ruolo. È identico all oboe delicato e insieme tagliente, deciso e libero e perso nella nebbia della musica della sua vita. Non si lascia trafiggere dalle difficoltà e la luce della sua anima difficile da cogliere è un mondo straordinario tutto da scoprire solo abbracciandolo e amandolo senza volero cambiare. 
Walter è la libertà e la luce nascosta che sa parlare con il buio, Cedric è la rinascita "