mercoledì 28 febbraio 2018

E' venuta a mancare Antonietta Colasante ved. Di Virgilio


Ai figli Anna, Donato e Giuseppe, alle nuore Lina e Maddalena, ai nipoti Michele, Angelo, Antonietta, Marika, Giovanni, Graziano, Desio e Gabriele ed i parenti tutti giungano i sensi del nostro più profondo cordoglio.
I funerali avranno luogo oggi 28 febbraio, alle ore 15, presso la chiesa di San Giovanni Battista in Monteodorisio, muovendo da via Circonvallazione 6/A.

domenica 25 febbraio 2018

E' venuto a mancare Umberto Siviero


Alla moglie Michelina, alla figlia Mariagrazia, al genero Cesare, ai nipoti Angela, Roberto, Gabriella e Michela ed ai parenti tutti giungano i sensi del nostro più profondo cordoglio.

venerdì 23 febbraio 2018

giovedì 22 febbraio 2018

E' venuta a mancare Antonia D'Agostino ved. Di Giacomo




E' venuto a mancare Agostino De Cinque


Alla moglie Grazia, alle figlie Francesca e Sabina, al genero Renato, ai nipoti Virginia, Mariagrazia, Samuele, Nicola e Francesco, alla sorella Carmela ed ai parenti tutti giungano i sensi del nostro più profondo cordoglio.
I funerali avranno luogo domani 23 febbraio, alle ore 15,00, presso la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista in Monteodorisio.

lunedì 19 febbraio 2018

OME CATTEIVE NI MORE MAIE, DEICE LA CARTELLE DI LU PATRE JACCHE



Il Padre Jecco, un religioso del cenobio di San Berardino presso Monteodorisio, possedeva un plico a cui il popolo attribuiva virtù meravigliose. Bastava mettere sotto il capezzale di un moribondo "LLA CARTELLE DI LU PADRE JACCHE", perché l'ammalato tosto risanasse. Il monaco non negava a nessuno quel suo talismano ; solamente faceva a tutti la calda raccomandazione affinché non l'aprissero. Avvenne però una volta che un tale recuperata la salute per virtù di quel plico, ebbe desiderio di vedere che cosa contenesse. Ma fu castigata la sua curiosità ; giacché, apertolo, vi trovò un foglio di carta sul quale era scritto : "OME CATTEIVE NI MORA MAIE".

venerdì 16 febbraio 2018

Ti pozzena l'oma tajjà li racchie gne Robbacipalle

Tra i tanti banditi che le truppe del generale Manhes riuscirono a catturare nella campagna vastese nel principio dell'anno 1810, vi fu pure il famigerato Saverio Pomponio, il quale, rinchiuso nelle carceri vecchie di S. Maria (oggi Palazzo Mucci), era costretto a subire in santa pace gli insulti che il contadino Michele Molino, "Robbacipalle", non gli risparmiava tutte le volte che capitava a passare dinanzi alla di lui prigione.
Se non che a Pomponio un bel giorno riuscì di evadere e incontrando "Robbacipalle" nel Bosco di Monteodorisio dove era andato a far legna, per rappresaglia gli tagliò le orecchie.
Da ciò l'imprecazione: "Ti pozzena l'oma tajjà li racchic gne Robbacipalle".