Visualizzazione post con etichetta modi di dire. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta modi di dire. Mostra tutti i post

lunedì 19 febbraio 2018

OME CATTEIVE NI MORE MAIE, DEICE LA CARTELLE DI LU PATRE JACCHE



Il Padre Jecco, un religioso del cenobio di San Berardino presso Monteodorisio, possedeva un plico a cui il popolo attribuiva virtù meravigliose. Bastava mettere sotto il capezzale di un moribondo "LLA CARTELLE DI LU PADRE JACCHE", perché l'ammalato tosto risanasse. Il monaco non negava a nessuno quel suo talismano ; solamente faceva a tutti la calda raccomandazione affinché non l'aprissero. Avvenne però una volta che un tale recuperata la salute per virtù di quel plico, ebbe desiderio di vedere che cosa contenesse. Ma fu castigata la sua curiosità ; giacché, apertolo, vi trovò un foglio di carta sul quale era scritto : "OME CATTEIVE NI MORA MAIE".

venerdì 16 febbraio 2018

Ti pozzena l'oma tajjà li racchie gne Robbacipalle

Tra i tanti banditi che le truppe del generale Manhes riuscirono a catturare nella campagna vastese nel principio dell'anno 1810, vi fu pure il famigerato Saverio Pomponio, il quale, rinchiuso nelle carceri vecchie di S. Maria (oggi Palazzo Mucci), era costretto a subire in santa pace gli insulti che il contadino Michele Molino, "Robbacipalle", non gli risparmiava tutte le volte che capitava a passare dinanzi alla di lui prigione.
Se non che a Pomponio un bel giorno riuscì di evadere e incontrando "Robbacipalle" nel Bosco di Monteodorisio dove era andato a far legna, per rappresaglia gli tagliò le orecchie.
Da ciò l'imprecazione: "Ti pozzena l'oma tajjà li racchic gne Robbacipalle".

lunedì 17 gennaio 2011

DAJJE, CH'È DI LU UASTE !

Il 20 maggio di ogni anno di solito ha luogo la festa di S. Berardino nella piccola chiesetta del santo medesimo, che sorge in mezzo al bosco di Monteodorisio ; e nel 1843, perché con maggior pompa del solito veniva celebrata, in gran numero vi accorse il popolo dai paesi vicini. Senonché il giorno, causa il vino che aveva fatto andare in cimberli più d'uno, attaccarono rissa Vastesi e Monteodorisiani ; e quest' ultimi, essendo in maggior numero, ebbero facilmente ragione dei loro avversari, che per la maggior parte rimasero malconci e feriti. Coloro infine che potettero salvarsi con la fuga, raccontarono che con tale ferocia i Monteodorisiani davano la caccia ai vastesi, che l'un l'altro si animavano col grido : "DAJJE CH'È DI LU UASTE !".