venerdì 4 marzo 2011

giovedì 3 marzo 2011

Domenica 6 marzo Commedia teatrale "Du pallotte casce e ove"

La grande commedia mundrusciana di scena domenica 6 marzo alle ore 20 presso la sala teatro Madonna delle Grazie "DU PALLOTTE CASCE E OVE" una delle più belle ed esilaranti commedie scritta e portata in scena dal settore giovani di Azione Cattolica di Monteodorisio.
INTERVENITE NUMEROSI!!!!!!!

mercoledì 2 marzo 2011

Monteodorisio - documentario RAI 3

Pellegrinaggio san Nicola di Bari

1965 - Fra alcuni giorni risentiremo il concerto completo delle nostre campane

Mundrusciane sfascia campane
mammete è vicchie e file la lane
sorete è giaune e fà puttane
Mundrusciane sfascia campane


Da un notevole numero di anni, ormai, i nostri parrocchiani non hanno più avuto la possibilità di essere allietati dal suono a distesa delle nostre 4 campane della Chiesa parrocchiale a causa di deperimenti e guasti sopravvenuti alle attrezzature di fissaggio e di moto di dette campane.

Il campanone di circa 10 quintali, costruito nel 1911 dalla celebre fonderia Marinelli di Agnone (Campobasso), a cura di un comitato di Monteodorisio composto delle seguenti persone: Sindaco Ottavio Suriani, Arciprete Giuseppe Apollonio, Federico Scardapane, Giuseppe Festa, Marcellino Di Prospero, Alfonso Caprara e Giuseppe Vaini, come risulta dall'iscrizione posta all'esterno della stessa campana, non poteva essere più suonato a distesa da circa 6 anni per uno spostamento dell'asse.

L'antichissima campana costruita nel 1768, posta al lato ovest della torre campanaria, su cui si legge la bella iscrizione in latino: « Cristo vince, Cristo regna, Cristo impera - Difendici da ogni male » del peso di circa 5 quintali, che era situata nel campanile della demolita Chiesa di S. Francesco in Monteodorisio, non poteva far sentire la sua voce spiegata da circa 30 anni a causa della rottura dell'asse, che consentiva solo il suono a martello. Le vecchie attrezzature di fissaggio e quelle motrici sia delle suddette campane che delle altre due, saranno sostituite con attrezzature moderne di nuovo tipo, le quali consentiranno una manovra agevole di dette campane, senza pericolo, e con un risultato sonoro completo.

La campana che guarda il Levante pesa circa 3 quintali e fu anch'essa fusa nella fonderia di Agnone nell'anno 1887. E' questa la campana dedicata al S. Protettore Marcellino, chiamata dal popolo la campana delle tempeste, perché viene suonata per intercedere dal Signore l'allontanamento delle tempeste nocive alle campagne. Porta impressa in rilievo l'immagine del nostro Santo Protettore e questa bella iscrizione (in latino): «A Marcellino, o popolo, corri e a Lui rimani fedele / Ecco, il Protettore è presente e allontana tutte le nubi / Per devozione del popolo, con raccolta di offerte».

La quarta campana del peso di circa 2 quintali è quella che guarda il Nord, è la più piccola, e fu costruita ad Agnone per devozione del popolo nel 1900.

Quando sentiremo il concerto delle 4 campane a voci spiegate, ricordiamoci di mantenere integra la fede dei nostri padri.

Lacene Verdacchie - Susina verdacchia


La Verdacchia è una delle migliori susine che si conoscano; forse non vi è che la Claudia che le sia superiore. La sua forma è ovale, tondeggiante alla punta, un poco tumeggiante nel mezzo degradante appena verso il picciuolo ove finisce in una punta molto ottusa.
La buccia è verde, e tale si conserva nella massima maturità, ma è velata da un polline bianco, che modificando il verde del fondo, la fa comparire come cinericcia: questo polline sparisce per poco che si maneggi, e allora la buccia riprende nella parte toccata il verde carico e opaco che le è proprio.
La polpa è verde come la buccia, di un tessuto croccante, che si fa sugoso e gentile, quando è nella massima maturità, e che spiega un gusto grazioso e dolcissimo.
Il nocciolo, oblongo come il frutto, è piatto e sottile, e non riproduce la varietà che con molta differenza.
La Verdacchia matura in Settembre. Bisogna coglierla nella sua maggior maturità per sentirne il pregio; poiché, se non è di perfezione, la polpa resta dura e croccante, e non vi si sente il sapore, nè vi si sviluppa il sugo.

Testamento - 1815

Regno di Napoli

Oggi che sono li nove 9 del mese di Dicembre dell'anno mille ottocento quindici 1815, ad ore ventitre 23 in questo comune di Monteodorisio, Provincia di Chieti, Distretto di Vasto. Regnando Ferdinando quarto IV per la grazia di Dio Re di Napoli e Sicilia.
A richiesta fattami per parte del Signor Nicola del fu Giuseppe Antonio Verini di Monteodorisio, ed in esso domiciliato, mi sono di persona conferito nella di lui casa, sita nella Piazza numero cento 100, ove ho trovato lo stesso giacente nel letto infermo di corpo, ma sano di mente.
Il medesimo nel suo retto parlare dubitando di passare all'altra vita intestato, e pensando di voler disporre delle sue facoltà, come col presente suo testamento, che da esso viene da parola a parola dettato a me infrascritto Notaro Arcangelo di Domenico D'Alfonso di Monteodorisio, ed in esso domiciliato ...... al numero primo 1° ai diciassette 17 gennaio milleottocentoquindici 1815, in Monteodorisio nel modo seguente.
Primo 1° voglio che il mio cadavere sia sepolto con giusta pompa di funerali nella chiesa di San Francesco di questo comune di Monteodorisio.
Secondo 2° lascio alla mia cara moglie Feliciangiola del fu Leonardo Di Giacomo che nomino mia Erede universale e particolare tutti i miei beni mobili ed immobili, crediti, azioni diritti di qualunque fonte in piena proprietà ed in usufrutto con poterne vendere, alienare e permutare.
Terzo 3° finalmente lascio per l'anima mia ducati venti 20 di messe da farsi celebrare secondo il piacere della detta mia moglie Feliciangiola Di Giacomo mio Erede universale e particolare.
Rivoco intanto ed annullo ogni altro Testamento forse da me nel passato fatto, volendo, che questa mia ultima volontà debba avere la piena esecuzione.
Il presente testamento è stato in tal guisa dettato e pronunziato dal nominato Signor Nicola del fu Giuseppe Antonio Verini testatore, e da me infrascritto Notaro ..... il suddetto Testatore disteso tutto di mio proprio carattere.
Fatto letto e pubblicato in Monteodorisio in Provincia di Chieti, distretto di Vasto, e propriamente in casa d'abitazione del nominato signor Nicola del fu Giuseppe Antonio Verini, sita in contrada denominata la piazza, e propriamente nella stanza da letto del terzo 3° piano, in presenza del Signor Stefano di Rosario Sangiorgio, di Filippo del fu Matteo Galuppi, di Domenico di Donatangelo Piccirilli e di Cesare di Gennaro delle Donne di Monteodorisio, ed in esso domiciliati testimoni conoscenti il testatore suddetto, rivestiti di tutte le qualità dalla Legge, i quali hanno con me firmato il presente testamento, come anche il nominato Testatore, il quale ha dichiarato di saper scrivere.
Io Nicola del fu Giuseppe Antonio Verini di Monteodorisio ed ivi domiciliato sono testatore.
Io Stefano di Rosario Sangiorgio di Monteodorisio ed ivi domiciliato sono testimonio presente alla dettatura, scrittura e lettura del presente testamento e conosco ch'è il testatore sa scrivere.
Io Filippo del fu Matteo Galuppi di Monteodorisio, ed ivi domiciliato testimonio presente alla dettatura, scrittura, e lettura del presente testamento e conosco che il Testatore sa scrivere.
Io Domenico di Donatangelo Piccirilli di Monteodorisio, ed ivi domiciliato testimonio presente alla dettatura, scrittura, e lettura del presente testamento e conosco che il Testatore sa scrivere.
Io Cesare di Gennaro Delle Donne di Monteodorisio, ed ivi domiciliato testimonio presente alla dettatura, scrittura, e lettura del presente testamento e conosco che il Testatore sa scrivere.
Io Arcangelo di Domenico d'Alfonzo di Monteodorisio, ed in esso domiciliato Regio Notaro, patentato al numero primo 1° a' diciassette 17 Gennaio milleottocento quindici 1815 in questo comune di Monteodorisio ed ho apposto il segno del mio Tabellionato.